Legge 62/2001

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giovedì 10 luglio 2014

Cara Mia

MAMMA TI ODIO

Cara Mia, il suo commento merita una risposta:



Da molti anni mi dedico con impegno e passione, impiegando non trascurabile parte del mio tempo, ad attività manuali in molti settori, in particolare all'ambiente, a beneficio della collettività. Per alcune attività ambientali, occorre possedere specifiche conoscenze. Ti assicuro che nessuno "è così bravo"  ed in non poche circostanze anche i più esperti si trovano in difficoltà. Un conto è svolgere un lavoro avendo delle basi, altro è improvvisarsi. Non mi riferisco alla pulizia e alla raccolta di rifiuti, che va da sè, non necessita di grande esperienza e/o professionalità, quanto piuttosto alla piantumazione di alberi e alla complessa e delicata operazione di potatura che esige, certamente una approfondita disamina su cosa e come intervenire. Stagione, fioritura, propagazione, moltiplicazione, vigoria della crescita, capacità di ripresa ecc.. Ci sono alberi ed arbusti che non sopportano affatto potature.

Non ho mai smesso per il rispetto e l'amorevole attenzione che nutro per la natura a piantare, laddove possibile, alberi ed in questa attività ho coinvolto una decina di ragazzi che con determinata, accesa, commovente passione provvedono alla cura dei pini silvestri (5) piantumati questa primavera e alla pulizia di un parco.

Tutto il contrario di quanta trascuratezza e indifferenza, l'amministrazione comunale ha dimostrato nei confronti delle querce/frassini piantate da ERSAF e di cui l'immagine allegata rende coerentemente conto. Quanto al sacco in bella mostra, giace da oltre 10 gg ed è frutto della pulizia del parco, gli altri 3 sono stati da me smaltiti utilizzando la mia autovettura, questo, per ragioni di spazio è stato depositato in attesa della pulizia/raccolta che avviene con che periodicità?  

Un caro saluto da chi ti fa piangere.  


giovedì 3 luglio 2014

Senti chi parla!.


Riceviamo e Pubblichiamo:

 
Circola una news datata 21 giugno 2014 - Gruppo consiliare "Cambiare,Insieme" dal titolo: Le piante morte e i neo-ambientalisti di IPL.

Che singolar tenzone, che stucchevole polemica fra accesi e irriducibili ambientalisti, che disfida verbale memorabile fra eroici paladini pronti ad imbracciar spadoni, daga, alabarda  o fioretto non importa, disposti finanche al supremo sacrificio in difesa dell'ambiente - e del proprio operato-.  

Ignoreremo la chiosa grammaticale dell'incipit e sorvoleremo sul ...gossip da bar e sugli ....esercizi di fisica acrobatica  e ancor più sul...grottesco perchè irrilevante ai fini di una concreta e puntuale ricostruzione delle (ir) ragionevoli motivazioni del citato contendere.

Ci limiteremo, da comuni mortali, e non da dotti filosofi e da fini verbosi, inconcludenti politici ad elencare, a puntualizzare idee e soprattutto numeri in libertà. Sulle prime niente da obiettare, sui secondi essendo certi e quantificabili vorremmo  una maggior circospezione ed obiettività, come la materia richiederebbe. 

Innanzi tutto rimproveriamo a "Cambiare,Insieme" una frettolosa e superficiale lettura dell'articolo di IPL; quando fa riferimento alla percentuale (50%) di piante morte la circoscrive implicitamente, ma chiaramente alle querce messe a dimora in prossimità del "Gelso" e non alla universalità del parco arboreo. Appare evidente la manipolazione maldestra di concetti assenti nel testo. Mentre risulta veritiera l'indicazione (fastidiosa) della percentuale indicata. Come oggettiva e constatabile è la situazione di piante abbandonate al proprio destino, senza cure, senza rimozione (decorosa) di quelle (molte) morte senza por in evidenza quelle tristemente piegate ed in modo pronunciato da un lato per la mancanza di adeguato tutore - da illo tempore-. 

Quanto poi al recentissimo censimento (Vit.A) che indica il totale delle piante decedute a 90 esemplari, non ce ne vogliano, ma dubitiamo corrisponda al vero, per la semplice ragione che quelle rimosse e/o sostituite non sono ricomprese in questo elenco oltre alla considerazione che la puntigliosità ed il rigore non caratterizza di certo il Circolo Vit.a.

Ma la cosa più  stucchevole è la reclamata sinergia, il connubio incestuoso tra amministrazione comunale e Volontari del verde e Circolo Vit.a, circa la cura e manutenzione del verde, un tutt'uno singolare, in perfetta armonia, preventivo accordo ed erogazione di mezzi e finanziamenti. Nulla di più falso.

Facendo i debiti distinguo non capiamo la ragione  di elencare gli alberi posti a dimora in prossimità del cimitero e dell'RSA, circa 130 esemplari, quelli di Via Marzorata - ca 50- di Via Restelli - ca30- del Parco Amici dello Sport una 50 ca, da parte del Circolo Legambiente e da loro esclusivamente curate, (provvedano loro con i secchielli a bagnarli espressione di un assessore, emblematica della passion green dell'attuale giunta) peraltro tutte iniziative poste in essere durante la precedente amministrazione, con quelle piantumate dall'attuale. Ovvero quelle celeberrime querce e della loro impressionante inclinazione al suicidio, di quelle poste a dimora dall'ERSAF nel quartiere Guida Rossa, venghino signori a mirar la meravigliosa condizione in cui versano. Distratti e ciechi? No consapevole incuria, inettitudine, inerzia. Nequizia! Gli alberi di pronto effetto sono stati piantati, ricordiamolo, da Ersaf/Corpo forestale dello Stato, soldi nostri cari signori, denaro pubblico.

Per le piante -quasi tutte morte - quelle della Cir-Food, rivendicate dall'attuale amministrazione stendiamo un pietoso velo sulla loro piantumazione, sulla loro vitalità, ma soprattutto sulla loro cura post (mortem) impianto. Da manuale, un esempio di cosa Non fare. E sotto gli occhi di tutti.

Curioso inoltre il richiamo a quelle, quantitativamente più rilevanti, dell'(ex) Bosco del bacin ben 1100, derivante da accordi tra Legambiente Lombardia e Tecno-In e curati alla meno peggio e alla "si salvi chi può" da parte di nessuno perchè ne mio ne tuo, cioè di nessuno appunto, e di cui l'amministrazione attuale c'entra come i cavoli a merenda.

Per il Parco Lincoln, così curato, vorremmo suggerire ai volonterosi pensionati di limitarsi alla pulizia e allo sfalcio dell'erba, egregia e lodevole cosa, ma che lasciassero in pace alberi ed arbusti, con inidonee e incompetenti potature; di certo non abbiamo bisogno di aggiungere altri danni al patrimonio arboreo.

Quanto allo stato dell'arte del Bosco Urbano, un assordante silenzio, remota regione del Comune inospitale ed inaccessibile. del Parco urbano poi, si è smarrita perfino la memoria.

Avanti così neo-ambientalisti di "Cambiare,Insieme".  


mercoledì 2 luglio 2014

Esperti Botanici cercasi



Su un settimanale locale abbiamo letto un il parere di un esperto Botanico () il quale indicava come causa della moria delle ultime piante messe a dimora: Il letame ha bruciato le piante! (rettifica della redazione....: stallatico equino  maturo )


 
Un buon terreno è essenziale per la vita di una pianta, quelle da lui citate, poste in quella locazione,  con il sottofondo formato in massima parte da materiale di risulta, la mancanza di tutori, la buca di dimensioni ridotte,  lo scarso o inesistente apporto idrico e le mancate irrigazioni, sono state le vere  cause della moria! In quelle condizioni sarebbero morte anche delle piante di plastica!!
 
 
 
Ho collaborato come manuale e coordinatore nella messa a dimora piante in un luogo non molto distante dal quello  da lui indicato. Abbiamo praticato delle buche molto grandi, sostituendo il materiale di risulta,  con del terreno fertile! miscelato con dello "stallatico" (terreno opportunamente procurato  provenienza zone agricole). Moria Piante? = 00.0 malgrado il 70% di loro hanno avuto danneggiamenti dal solito filo dei decespugliatori.
Paoloilperdente.

martedì 1 luglio 2014

Piantumazioni... Verde e IPOCRISIE


Ultimamente sui giornali  sui blog della maggioranza e dell'opposizione, vi è un accorato duro scambio di reciproche accuse sul verde e piantumazioni, sulla  politica ambientale,  le passate realtà (bosco di mitigazione ambientale) e quelle  attuali sono sotto gli occhi di tutti i cittadini.

L'origine di questa diatriba probabilmente è stata innescata dalla mia mail di supplica e non sapendo più a chi rivolgermi mi ero appellato ai Santi, per salvaguardare la vita delle piantine che inesorabilmente ad ogni taglio erba vengono danneggiate e per perorare interventi celesti per salvare le nuove piantumazioni. (qualcuno Lassù ha raccolto in parte l'invito, facendo piovere, evitando di incrementare il numero riguardante la loro moria.

 

L'attuale Amministrazione Comunale a mio parere ha disatteso le aspettative per quanto riguarda il modus operandi dell'assessorato all' Urbanistica, ha fatto poco o nulla, nel distinguersi dalla vecchia A.C come nelle cementificazioni. per certi aspetti ho osservato dei peggioramenti. .. Le giustificazioni le varie teorie come la moria fisiologica delle piante, rasenta il ridicolo, quando si mette a dimora una pianta DEVI GARANTIRE LA SUA SOPRAVVIVENZA altrimenti è meglio lasciar perdere, tempo lavoro sprecato, e chi ne va di mezzo è solo il vituperato ambiente!

Paoloilperdente


 

lunedì 16 giugno 2014

La mattanza del verde non si ferma!

Copia e incolla di una mail inviata a ....

 

Le abbiamo proprio provate tutte! ma nulla. Ripetute, sistematiche segnalazioni, verbali e scritte: niente. Incontri ravvicinati con responsabili tecnici e politici, sindaco e assessori in testa, caduti nel vuoto. Strali, proteste, telefonate, e-mail, risultato: zero. Ed ora al nuovo taglio dell'erba riemerge con evidenza e forza tutta l'amorevole cura riservata alle piante messe a dimora in diverse aree del comune da parte di Legambiente e non solo; cure e attenzioni  di cui le eloquenti fotografie allegate sono tangibile e inconfutabile prova.

Vien da pensare ad un amore malato quel legame apparentemente indissolubile tra amministrazione e l'azienda che si occupa della manutenzione del verde, sempre quella, nonostante le infinite perplessità rimarcate in tutte le sedi e con tutti i mezzi e le altrettanti evidenti rimarcate carenze. Non un richiamo, non una lettera di contestazione, anzi, al contrario il sistematico reiterato affidamento di altri lavori. Come quello delle potature, di cui tutti possono ammirare il risultato finale. Competenza e professionalità dispiegate a profusione, delle quali godremo, fra alcuni anni i benefici risultati; alberi malati e marcescenti. Soliti denigratori, astiosi e incompetenti? Se il tempo è galantuomo, li vedremo, eccome. Ma nel frattempo saranno passati anni, tra causa ed effetto, e statene certi tutti negheranno tutto. Ogni "cosa"  invecchia e muore,  è normale, anche se la normalità per diversi alberi si misura in secoli e non in decine d'anni - quando va bene -. Torniamo, dopo questa disgressione al tema che ci occupa, come rimediare, anzi evitare che vengano  ancora inferte e all'infinito le ferite al piede delle piccole piante compromettendone, fin dall'inizio, sviluppo e benessere. Dopo i fanti appelliamoci ai santi. A loro indirizziamo le nostre suppliche, a loro chiediamo di intercedere affinché questa barbarie abbia termine. Laddove l'insipienza dell'uomo -fortunatamente- sapiens ha prodotto un nulla di fatto e il buon senso della nuova e buona amministrazione si è rivelata insensibile e sterile, confidiamo che Altri,  ben più provvidi e saggi, rimedieranno. A Loro ci affidiamo con fiducia e speranza.       Un caro saluto

  Paolo Fagnani





martedì 10 giugno 2014

Riceviamo e Pubblichiamo!

Oggetto: signori sveglia.

Il Bosco Urbano è un'ampia zona verde di 25.352,60 mq a ridosso del Destriero, voluta quale verde opera compensativa per la cementificazione derivante dalla costruzione dell'ipermercato, del quale, per inciso, si sentiva marcatamente la necessità. Lo stato dell'arte attuale è ancora un mistero, in quanto non si hanno notizie del suo collaudo definitivo ne dell'avvenuta presa in carico da parte del Comune. L'opera è costata, ed è bene ricordarlo, la modica somma di e. 356.868,23 e prevedeva originariamente la piantumazione di migliaia di arbusti e alberi di pronto effetto oltre alla predisposizione e messa in opera di un impianto di irrigazione. Non ricostruiremo le vicessitudini di questo lembo di terra che doveva essere un'area di mitigazione ricca di verde e a disposizione della cittadinanza, ma che  è rimasto solo nelle buone intenzioni degli estensori della convenzione perchè nei fatti i responsabili politici e gli uffici tecnici competenti se ne sono subito disinteressati, chissà perchè. Vogliamo ricordare a lor signori che l'impianto di irrigazione non ha mai funzionato, ma lo sanno benissimo; rotto in più punti e nonostante successivi accordi intercorsi con la Coop. Futura circa il suo rispristino e la sua implementazione cio' non è mai avvenuto. Curioso nevvero? 
Ma non è certo l'unica singolarità riguardante il Bosco, niente affatto. Dopo una minuziosa e competente progettazione, un movimento terra importante ed una idonea lavorazione in funzione della forestazione, si verifica che l'impianto di irrigazione e le precipitazioni meteoriche producono ristagno d'acqua, al punto tale da determinare numerosi decessi per asfissia radicale. E allora, coerentemente, si corre ai ripari, non si interviene sull'impianto di irrigazione, ne sul terreno, magari costipato e/o con problematiche di drenaggio, macchè, si decide di sostituire gli alberi morti con altri che subiranno, inevitabilmente la stessa sorte. Cosa puntualmente avvenuta, ovviamente.
La cosa più sconcertante è comunque la totale mancanza di interventi risolutivi per rendere l'area come da accordi intercorsi, i " pacta sunt servanda", l'area doveva procedere di pari passo con la costruzione del supermercato ed  essere pertanto consegnata "finita" nell'aprile del 2009 e invece.......?
Rimane inoltre lo sgomento di come codesta amministrazione sia riuscita, in un opera non da poco; proseguire nel solco della vecchia, ed ai ripetuti strali della minoranza di ieri, ora odierna, vivace e attiva maggioranza, puntualmente veicolati con news, più o meno "velenose", si è sostituito uno smemorato silenzio.
Se Vi recate, per una distensiva passeggiata, a visitare il Bosco, noterete come le bordure lungo il sinuoso e bucolico sentiero siano ormai disseminati di  disseccati scheletri vegetali e i sopravvissuti saranno destinati ad ugual  triste sorte.
In attesa che la biblica opera abbia una fine - positiva-, possibilmente prima che il pianeta venga incenerito dall'espansione del Sole, fra alcuni miliardi di anni, confidiamo nella pioggia e nella sostituzione, quanto prima, di questa amministrazione, considerato che nulla è mutato, sotto questo profilo rispetto alla precedente.
Ps. se nel presente testo si rilevassero imprecisioni, esagerazioni, falsità invitiamo i ben'informati a puntualizzare o smentire, saremmo con/tenti  di rivedere il nostro negativo, ma oggettivo punto di vista....e credeteci saremmo ben lieti. 
 

Manutenzione Ponte di legno SS11


2013 >>>Ho calcolato spannomentricamente i mq della struttura, non considerando il ponte sulla statale.

1500mq il pavimento

500 mq pareti laterali discesa lato est

750 mq pareti laterali discesa lato ovest

Calcolando che con un litro di vernice si coprono circa 6 /10 mq occorrono circa 250 / 450 litri di vernice! Come si intende procedere alla verniciatura laterale (inaccessibile ) dei circa 2000 travetti che compongono il pavimento? (verranno rimossi e reinstallati? ) Il nostro solerte Uff. Tecnico e relativo Assessorato,  hanno contabilizzato e valutato l'intervento? Non occorre sottolineare le mie riserve nei loro confronti! molte delle quali ampiamente confermate!



2014 Verifica puntualmente confermata! Operazione restauro e protezione è stata interrotta; finita la vernice  quella messa a disposizione ha coperto  il 25% della struttura,
Tutto rimandato a data da destinarsi (mancano le coperture finanziarie, nel frattempo il degrado continuerà il suo corso!
 
Nota; Nelle intenzioni di questa Amministrazione era la costruzione di  secondo ponte..(costruiscono cementificano ma se non si tiene conto o non si è in grado di pianificare i correttamente i costi di manutenzione, i nodi poi tornano al pettine.
Portate a casa i soldi delle cemenficazioni, ma non dimentichiamo: le opere come  le  strade le fogne l'acqua comunali di accesso, negli anni si usurano e avranno costi di manutenzione (Eterni) ! LE BUCHE LE DEVI SISTEMARE!,  SONO DEBITI, CHE DOVRANNO PAGARE  le future generazioni. Complimenti!